Si chiude e si ritorna

Torno alla mia casa originaria.

Tutti questi nick non mi rappresentano.

http://dolcedomina.wordpress.com/

Segnatela mi raccomando.

Ciaw ciaw…

Non so che pensare.

E’ troppo tempo che non scrivo.

Ho poco tempo. Troppo poco tempo.

E così trascuro.

Sono anche un pò giù di energia. Non so più dove pescarne.

In questi mesi è successo di tutto.

Dalla coppia amica che è scoppiata, alla malattia del padre di M.

Mi chiedo: chi è che stabilisce il momento in cui tu, non sei più un investimento e diventi un costo?

Chi?

E quando accade?

La domanda è lecita immagino. Perchè se prima tu sei un investimento, perciò hai accesso velocemente a tutto ciò che ti possa conservare al meglio durante la tua corsa alla produzione, ad un tratto diventi un costo. E così i tempi si dilatano.

La vecchiaia?

Cazzate. Come diamine è che chi lavora nello spettacolo è super controllato mentre il pensionato Fiat deve supplicare per una TAC?

La pensione?

Beh… siamo sempre li. Se sei ricco in pensione oggettivamente non ci vai mai.

Boh. Sta di fatto che sono 4 mesi che sento la tiritera “ha un carcinoma” ma in 4 mesi ha visto solo una volta i medici oncologi, che con comodo l’hanno chiamato a visita per dirgli “meno di un anno”.

E noi poveri esseri umani a pensare “beh se non lo chiamano subito significa che non è grave…”

Errore! Se non lo chiamano subito è perchè non è un investimento. Altrimenti vedi che in un nanosecondo ti ribaltano come un calzino.

Sono orripilata dalla disumanità di certe figure. Che non considerano che il signore della stanza 305 è il padre di qualcuno. Il marito di qualcuna. Che anche se sta male, ha il diritto di vivere bene quel poco che gli rimane.

Nessuno che si fosse preoccupato di 37 kili in meno. Per poi cadere nel ricovero immediato. Ma santapazienza!

Si ok, dovremmo muoverci noi. Ma non è mio padre, ed è la sua famiglia a fare le scelte, io posso solo dire la mia.

Il mio è solo un effetto rebound. Ma che diamine. Vedo gli stessi volti segnati di allora, la stessa paura. La nausea dell’aria viziata dell’ospedale, la mancanza di ossigeno, l’odore malvagio della sofferenza.

Ho un sacco di rabbia repressa nel cuore.

Un sacco di rabbia.

Tanta rabbia.

Poi vabbè… ce ne sarebbero cose da dire. Ma alla fine è come urlare alla luna.

Nessuno risponde. Solo l’eco che ti ricorda quanta solitudine hai attorno.

Sono lontanissima da tutto e tutti. Leggo cose che fanno venire la nausea. E mi chiedo: cosa posso fare per non annegare ancora? Per l’ennesima volta?

Nulla, solo mantenere la guardia.

Paradossi paradossali

Finalmente una luce. Ho capito. Con una lentezza da dinosauro, ma ho capito.
Molte persone legandoti ad un giuramento ti tengono a bada. Tu salvi loro, ma dentro ti senti di merda. E lasci che gli altri ti pestino per salvare una promessa d’onore. Col cazzo.
La bella bionda l’ha fatto per ben due volte ed io non me n’ero accorta. Non l’avevo capito. Mi strumentalizzava per difendersi dal mio giudizio e come testimone della sua buona fede.
Peccato che non ha tenuto conto dei sentimenti.

Mercoledì c’è una cena. E li vi sarà anche il Kof. Da una parte non voglio andarci. Mi rimarrebbe la cena sullo stomaco senza contare la distanza e la stanchezza. Dall’altra vorrei dimostrargli che non ho paura di lui, della sua puzzolente presenza. E fregarmene altamente.
Ho ancora poche ore per decidere. Troppo poche.

Oggi è anche esploso un bubbone purulento tra i giovani del sito, ovviamente Bolognesi, ovviamente per un “tu hai detto, che lei ha detto, che avete visto…” un bubbone che alla fine ha mostrato tante vere facce. E del quale voglio andare a termine.

Vorrei che tutto tornasse tranquillo. Ma mi sembra di chiedere troppo…

Buon compleanno un cazzo!

Buon compleanno Diana. Buon compleanno.

Buon compleanno un cazzo!

E’ successo di tutto e di più. E io ne ho definitivamente le palle piene ed il dito posato su cancella Bacaro.

Già perchè siamo davvero al delirio, alla frutta, alla conclusione.

Tra quella schifosa guerra di deficienti, certe situazioni spinose che riguardano me, e tutto l’universo contro, oggi sono stanca. Stanca. Stanca.

Sapore d’Aglio

Ho un mal di testa da manuale d’anatomia.

Parte dalla spalla sx, si irradia per la colonna cervicale, prosegue sul cranio, andando ad affondare nella fossetta lacrimale, senza tralasciare un processo zigomatico.

Ho anche un piccolo herpes sul labbro. Giusto per non dimenticarmi mai che incombe. E quella stramaledetta dermatite che mi da ancora noia.

A volte, come stamattina, il tempo segue il mio umore. Ha diluviato. Ma non poco. Un vero diluvio con tanto di semi alluvione.

Non so se ridere o piangere a volte. Davvero.

Stamattina mille pensieri mi affollano la testa. Ogni volta che elimino un cazzone, un altro si presenta.

Rosy dice: taglia.

Lella dice: taglia.

Tutti dicono: taglia.

Non devo assassinare mesi di lavoro per ste persone triiiisti.

No non devo.

Tra l’altro sono carente di energia.

Faccio le cose un pò violentandomi.

Non riesco nemmeno più a comunicare con chi ho vicino. Tendo ad essere eccessivamente aggressiva.

Con Rosy, con Mauro, con tutti.

Non ho più spiragli. Non do più spazio. Non lascio più la gente intervenire sul mio status di malessere.

Ma porcamiseria Diana che combini?

Ho ordinato dei libri, li userò per fuggire. Almeno fin che studio non penso.

L’altro giorno ho passato delle meravigliose ore con Pincherle ed il Vangelo di Tommaso Didimo. E pensare che la prima volta che l’ho letto, Giusi aveva ancora l’Insolito, ero single, e mi sostituivo a Dio :)

Sono passati ben venti lunghi anni. Ho smesso di sentirmi Dio, ho perduto due grandi amori, ho dovuto crescere e diventare una donna. E oggi ho paura di invecchiare.

Ma il libri rimangono li, fedeli. Immobili come i ricordi, ma tangibili come la realtà.

Ogni tanto immagino di perdermi dentro qualcuno di loro. Ed un momento sono la Maddalena, in altre la Madre ed in altre ancora uno dei personaggi sparsi nel cammino.

Mi tuffo in pensieri assurdi a volte. Ci metto anche un sacco di impegno.

Le vere domande le evito. Come la peste. Perchè forse ho il terrore delle risposte. Di non saperle dare. O forse (più vero) di saperle fin troppo bene.

Si guarisce dalla tristezza?

Che c’è dopo?
Intanto il mondo pervy è ad anni luce da me. Anzi lo sento a volte come una zavorra pesantissima. E non ho più voglia di investire nel brillante mondo del BDSM. E’ colpa del sito? E’ colpa del KOF? E’ colpa del TdC? O è solo colpa mia?

Voglio cambiare ancora.

Miscellanea

2010 annus horribilis. Altro che colpo di coda del 2009.

Io tutto sommato barcollo ma non mollo. Però attorno a me succede il delirio.

Coppie che scoppiano, problemi di salute miei e di persone a me care, lavori che saltano…

Oggi ho saputo di M. e G. dopo così tanti anni insieme si sono lasciati. E lei, così meravigliosa, la vedo soffrire come un cane.

Poi Fede che da brava scorpionazza quall’è entra in crisi per una persona che non vale un solo alluce della sua persona. Non comprende che non è lei che ricade nell’abisso. E’ lui che che non ci uscirà mai.

Ma sono solo parole le mie. Lasciate al tempo che trovano.

So che in questo mare impetuoso della vita non c’è molto a cui aggrapparsi. E anche un pirla qualunque va bene. L’importante è che appaia saldo.

Poi vabbè c’è il KOF che ha deciso di fare la sua festa in gran segreto a metà ottobre, solo su invito….brrrr

Già quando era pubblica stava in declino, riempita di Pro, ora sarà davvero la creme della creme.

E valà fa bene a farla. Probabile gli serva come test per capire quanta gente ancora gli da credito.

Beh auguro loro di non conoscere mai la sua vera faccia. Quella che da solo se riceve in cambio.
Quella che non esita a dire a Rosy che dovrebbe vergognarsi.

Quella che scrive messaggi privati di merda.
Quella che non ci impiega nulla a mandare sms pieni di livore.

Fin che conoscono Peppone va tutto bene. E dopo…

_______________

Vabbè basta parlare di sto cretino. Perchè altro non è.

Mio suocero ha fatto una visita. L’ematologo ha fatto saltare sia il radiologo che l’oncologo, dicendo che prima vuole vedere se le neoplasie sono in movimento. Sostiene che è inutile andarle a stuzzicare quando magari sono semplicemente immobili.

Boh… davvero.
Che gran periodo del cavolo!

n.b. sono incazzata con KOF e so anche il perchè. Perchè mi sta facendo una guerra insulsa per una cosa che nemmeno ho fatto e mi interessa. Solo perchè non escludo Rosy dalla mia vita. Solo perchè non gli stendo il tappeto rosso e sposo le sue cause del cazzo.

E non mi scende.

Prendo solo nota, per ricordarmene.

Come un lupo tra gli agnelli

Questa frase l’ho sognata.

Sono andata a dormire con una notizia brutta e la notte ho sognato un lupo che camminava tra gli agnelli.

I cuccioli erano tranquilli, non percepivano ne l’odore ne la presenza del predatore.

Era notte ed il lupo odorava l’aria, alla ricerca di qualcosa.

Di solito i miei sogni sono piuttosto violenti, se non proprio splatter o terrificanti. Ma stavolta l’aria era immobile e la tensione, sebbene alta, con i sensi allertati, mi davano la sensazione più di potenza che non di aggressività.

La cattiva notizia è che ad una persona a me cara ha delle neoplasie al fegato.

Immagino che il lupo fossero proprio queste neoformazioni e che gli agnelli fossero gli altri organi. Non so.

Di fatto mi sono svegliata con una sensazione di allarme, ma non di paura o terrore. Solo allerta. Il lupo non aveva fame.

Mi rendo conto che con l’andare dei giorni, nell’avvicendarsi della vita, è normale che certi eventi si verifichino. Ed è importante prepararsi all’ondata di emotività che questi eventi generano.
E’ la follia. Il lupo è la follia.

Che cammina tra gli agnelli, ignari della lunga battaglia che dovranno affrontare per la vita.

Ed io sento che vinceremo.

Non so che pensare.

Sono abbastanza perplessa. A parte i movimenti del King of Fools che ormai ha un seguito pare a quattro anime e nemmeno tanto brillanti, a parte che non mi riesce più di digerirlo e perciò temo sempre per il mio labbrone, a parte tutto, mi sento un pò frastornata.

Sono distante eoni dal BDSM. Non mi sento più parte di questo mondo, ma di contro scrivo articoli (ben sei per ora) che parlano proprio di BDSM. Ed è tutto dire. Forse, è la gente.

Gente che vuole a tutti i costi essermi amica, quando sinceramente gli amici me li scelgo io, non me li devono imporre.

Gente che vuole impormi cosa devo fare, pensare, dire…

Ed il fatto che sono davvero senza parole per l’acredine ed il livore che King of Fools dimostra nei miei confronti nonostante io lo ignori bellamente.

Guardami! Guardami! Guardami!

Sono anche stanca di parlare di lui, di dargli così tanto spazio nel mio quotidiano, con una Ro che ne parla spesso, per i movimenti che fa sul sito, perchè ogni tanto qualcuno lo alimenta e lui si ringalluzzisce portando argomenti che tra loro non cozzano per nulla. Passa dall’esoterismo all’ironia. Ed il messaggio chissà se è poi così difficile. Per lui sicuramente.

Boh. Di fatto queste cose mi hanno allontanata da tutto. Perchè alla fine se dopo 8 anni mi valuti così poco, allora non hai davvero capito un benemerito.

Ho anche rissato con Anna. La signora che viene a casa a stirare. Tanto per non farmi mancare nulla. Mio suocero per ora sta bene. Un medico ci ha detto che probabilmente è facile che muoia di vecchiaia. Il tumore è bradipissimo e vista l’età sarà difficile che accada qualcosa. L’unico neo è che non sentirà più i sapori.

Mi sento un bel pò di schifo. Piena di dolori, stanca, le ferie saltate, il corso di piercing slittato a gennaio, la casa ancora da affrontare. E mi sento prostrata, anzi frustrata.

E non ho davvero voglia di niente. E odio questo mio stato d’animo, perchè ho faticato tanto per stare bene. Così tanto…

Odio l’estate cazzo!

A quanto pare

Mio suocero ha delle formazioni cancerose al fegato.

Amo è preoccupato seriamente. Lo vedo. E’ tutto oggi che controllo che stia bene. Nella sfiga immane c’è di buono che il padre è anziano e che l’organo interessato è il fegato con poche metastasi non diffuse.

Lunedì si comincia. Medico e via…

E poi m’affaccio sul sito e leggo. Leggo quel simpaticone che ha per unica ossessione il suo antagonista. E perciò non esita a pestare chiunque.

Se sapesse che è grazie a me che è ancora dentro al sito…

E poi dai, da coerente e bravo, ha sempre la mamma rediviva che può accoglierlo. Ci andasse.

Le cose importanti sono altre. Non certo le sue guerricciole da adolescente. Oh che poi, c’è chi gli consiglia: vivi il reale. Se non fosse comico sarebbe da mettersi a piangere. Ma si rende conto che sono sei anni che combatte per un ban? Mica per altro eh…

Poi vabbè non che l’altro sia sta perla di integrità. :) Insomma lasciamoli alla loro corte degli scontenti.

P

E gli Dei tirarono a sorte…

Imparare a dimenticare è altrettanto importante quanto imparare a ricordare.”
(P. Mulford)


Tra due giorni festeggio un addio.

E’ il primo anno che non sento dolore. Solo una malinconia consolatoria.

Ho riflettuto molto in questi mesi. Mi sono sforzata di non limitarmi a guardare, ma e soprattutto di vedere, quello che stava succedendo, non liquidando con un’alzata di spalle come al solito.

E’ difficile fare i conti con la propria anima. Perchè bisogna ammettere le mancanze, comprendere come saturarle, e riuscire in quell’arte difficile, del guardarsi con onestà dentro.

E’ un arte davvero.

Mio padre per esempio. Lui quest’arte non l’ha mai applicata. La suggerisce a noi figli eh… ma lui… Eppure li vedi sotto pelle, grossi come bambini di tre anni, i suoi sensi di colpa, la sua incapacità di comprendere, la sua rabbia repressa verso la vita. E mi dispiace.
Tempo fa, lo ritenevo responsabile di tutto. Ora invece capisco che il fardello più pesante l’ha portato lui. Lentamente, per anni.

E dentro di me, prego che non m’accada mai. Prego di riuscire a non lasciare che il mal di vivere mi indurisca in quel modo.

Gli eventi mi hanno riportata sulla vecchia via. Distanziandomi dalle perdite di tempo. Le quali, anche se ogni tanto pensano di aggredirmi in maniera infame, poi alla fine sono sempre “ridimensionabili”. Oggi piove, c’è stato anche un pò di temporale. Ed il mio pensiero va a qualche km da qui. Sulla parete dove lei riposa. E penso alla sua foto, ai suoi occhi che variavano dal verde all’azzurro.
Penso che sorrida come sto facendo io ora.
Perchè anche lei amava il cattivo tempo. Amava i temporali.
E anche lei come me, detestava il caldo. Ricordo quando d’inverno in camicina da notte, apriva tutte le finestre di casa per arieggiare. E io pensavo fosse matta. Invece era una donna col cuore incandescente. Ed un’anima spaziale.
Mia mamma era davvero bella.
Con quel viso senza età e quella risata che le proveniva dalla pancia.

La mia Atlantide. Colei che cerco. Colei che si narra sia stata. Colei che riemerge dalle acque scure della mia nostalgia.

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